RIPRENDERE L'INIZIATIVA
24.09.2005 - Grazie alla remissività della stanca e rassegnata dirigenza democristiana dell'epoca, una variegata consorteria (i soliti poteri forti, gran parte dei mezzi di informazione, spezzoni importanti della magistratura, eredi non pentiti del comunismo e del fascismo) ha condannato a morte la prima repubblica.
Dai solenni funerali della D.C. e dei suoi alleati sono trascorsi dodici anni e la seconda repubblica si dibatte in una crisi di credibilità assai profonda. La condizione economico-sociale del Paese è nota e il gioco del passaggio al centro per sottrarsi – ciascuna parte – alle proprie responsabilità è più ridicolo che divertente. La democrazia all’interno dei nuovi e dei vecchi partiti è considerata un lusso da cui prendere sapientemente le distanze.
Il sistema elettorale maggioritario costringe gli elettori a scegliere fra due eterogenee aggregazioni, nate sostanzialmente dalla reciproca negazione. Nei due contrapposti contenitori elettorali si è alato tutto e il suo contrario. Ai cittadini è stato tolto il diritto di esprimere la loro preferenza fra più candidati e gli è stato imposto, di fatto, l’obbligo di votare il candidato dell’uno o dell’altro schieramento designato dal ristretto gruppo dirigente di uno degli attuali partiti. I novisti della seconda repubblica hanno reintrodotto,probabilmente senza neppure saperlo, il meccanismo elettorale in auge nell’Italia prefascista che contribuì non poco a vitalizzare quel trasformismo che riaffiora prepotentemente nell’Italia di oggi.
La maggioranza degli elettori ha continuato a votare tenendo conto delle rispettive identità e appartenenze come avveniva col proporzionale. da Politica Oggi