QUALE DEMOCRAZIA?
Non si sono ancora assopite le polemiche suscitate dalla manifestazione della piu' importante componente dell' opposizione al Circo Massimo di Roma e cresce sempre piu' il rifiuto per lo schiamazzo politico, che contraddistingue questa interminabile transizione.
Il Presidente Berlusconi dalla lontana Cina , ha apostrofato tale manifestazione come “ antidemocratica”. Forza Italia e Alleanza Nazionale non più tardi di due anni or sono,con la Lega di Bossi, ne avevano organizzato una analoga in Piazza S. Giovanni.
Manifestazioni di piazza e salotti televisivi costituiscono ormai le sole modalità di far politica da parte dei protagonisti, sempre meno numerosi,dell' attuale stagione.
Dopo la lista unitaria di Berlusconi-Fini alle elezioni politiche dell' aprile scorso, il centro-destra si è limitatato ad una “ convention” in cui ha parlato solo Berlusconi e da cui è giunto il messaggio che a gennaio e/o a febbraio si darà vita al Partito del Popolo delle Libertà, la cui composizione degli organi dirigenti è gia ' stata pattuita presso un notaio, con buona pace di iscritti e/o degli elettori che al massimo potranno applaudire.
Dibattito ? Partecipazione? Selezione democratica della classe dirigente? Non interessa a nessuno, anzi è perdita di tempo!
Non è meno sconcertante quanto avviene nel campo avverso- Veltroni, prescelto da una ristretta oligarchia, si è insediato al vertice del Partito Democratico, a seguito di una consultazione confermatoria da parte di simpatizzanti chiamata “ Primarie,”metodo o strumento la cui natura non si è riusciti a capire se derivi dal “ centralismo democratico” del partito comunista italiano o dalla volontà di scimmiottare modalità amerikane, a copertura di gruppi di potere interni o esterni ( tutti i banchieri in fila per portare il loro euro a Veltroni!)-
Ora con le centinaia di persone mute e plaudenti del Circo Massimo,trasportati da pullmans compiacenti e da treni organizzati,il leader della maggior forza di opposizione ritiene di poter esibire una nuova investitura dopo la sconfitta elettorale, la vuota e contraddittoria opposizione al governo Berlusconi, la ridicola esposizione del governo ombra monocolore PD e le altalenanti esibizioni con Di Pietro, unico superstite tra gli alleati del centro sinistra di Prodi,per benemerenze sconosciute ai piu'.
Il quadro dell' attuale assetto parlamentare si completa, non omettendo la laboriosità degli uomini di Bossi piu' che mai appesi al federalismo fiscale, riforma dai contorni e dai contenuti elastici e contraddittori e la battaglia ,si fa per dire, di Casini e Cesa per il mantenimento delle preferenze per l' elezione dei parlamentari italiani alle prossime elezioni europee, dopo che gli stessi Casini e Cesa,hanno fatto fallire il tentativo di Franco Marini che avrebbe garantito l' adozione del “sistema elettorale tedesco” e sono stati complici e comprimari del “porcellum”
Gli uni e gli altri, in quotidiani alterchi nei salotti di Porta a Porta di Vespa,di Annozero di Santoro, di Ballaro' di Floris, di Omnibus di Piroso, di che Tempo che Fa di Fazio, invocano le loro “diversità “, la loro “originalità”, la loro “”novità”, ma in effetti sono sempre più uguali, sempre piu'prodotti da un sistema oligarchico, con al vertice di ciascuna sigla di partito un despota che coopta e decide in solitudine e senza alcun mandato democratico e partecipato
Che differenza c' è tra le proiezioni politiche dell' imprenditore Belusconi e del piazzistaVeltroni, tra le impennate di Bossi e le sfuriate di Di Pietro, tra i passaggi di campo di Follini e il cinismo di Casini?
Noi, per il modesto ruolo che liberamente e autonomamente ci siamo scelti, continuiamo a credere che il partito, il nostro PDC, debba continuare ad essere strumento di partecipazione popolare e di selezione della classe dirigente, espressa dal consenso dal basso e non cooptata dall'alto,organizzata con organi direttivi direttamente eletti dagli iscritti e con un forte federalismo regionale, che garantisce autonomia politica, organizzativa e finanziaria per le scelte regionali provinciali e comunali.La nostra priorità non è la scelta “ con chi andare”, ma “chi siamo e cosa rappresentiamo”.