LE PARTI IN COMMEDIA: D'ALEMA, VELTRONI, PRODI.....di Salvatore Sfrecola (www.unsognoitaliano.it)
I giornali di oggi si affannano a fare ipotesi: governo istituzionale, tecnico, di "tregua" o di "decantazione" (come se in giro ci fosse del buon vino!), reincarico a Prodi con un nuovo governo per andare alle elezioni in autunno.
Ipotesi
in parte fantasiose, non ragionate, a volte formulate come pio desiderio di chi scrive o l'ispira.
Vediamo di capirci qualcosa, riprendendo delle considerazioni già fatte nei giorni scorsi.
Berlusconi vuole le elezioni subito. O, almeno, dice di volerle. Non è vero, non può essere vero. Il Cavaliere sa che se la prossima legislatura non terrà conto dei tempi previsti dalla Costituzione (art. 82) per l'elezione del Capo dello Stato, nel 2013 non potrà candidarsi. Napolitano conclude il suo mandato il 10 maggio 2013. Se a quella data mancano meno di tre mesi alla fine della legislatura saranno le nuove camere ad eleggere il Presidente della Repubblica. I conti sono presto fatti. Le nuove camere si devono insediare dopo il 10 maggio di quest'anno. Quindi si può votare da maggio-giugno in poi.
Berlusconi vuole le elezioni subito perchè immagina di trarre un rilevante
vantaggio dal discredito che ha colpito la Sinistra a seguito dei risultati deludenti del governo Prodi. Veltroni e D'Alema ne sono consapevoli per cui sperano che un governo di transizione, che magari dia respiro all'economia e, comunque, allontani l'immagine negativa del governo che ha espresso limiterebbe la sconfitta.
Berlusconi pertanto non vuole
un governo di transizione, neppure per fare la legge elettorale. E' vero che se fosse un governo che vedesse impegnati alcuni "tecnici" di area di Centrodestra potrebbe trarne qualche vantaggio, far vedere che i suoi sono in condizione di governare meglio di quanto abbia fatto il suo governo nel quinquennio 2001-2006. Ma queste considerazioni non credo convincano il Cavaliere che ha un'idea tutta sua della politica e dei rapporti con la governabilità.
Il gioco degli interessi non si esaurisce qui. Perchè ci sono i peones che temono la conclusione della legislatura prima di maturare la pensione. Sono soprattutto i neoparlamentari. La cosa non interessa chi ha alle spalle altre legislature o ha una ragionevole certezza di essere rieletto, soprattutto se non sarà modificata la legge elettorale che mette in mano ai partiti in pratica l'elezione dei singoli. Molti temono il ripristino delle preferenze per cui è meglio portare a casa la pensione.
In questo gioco di interessi non sempre nobili, nel balletto
delle dichiarazioni e delle intenzioni vere Casini può avere la sponda della Sinistra e dei piccoli partiti, nella prospettiva di una federazione di centro, cui lavorano un pò tutti gli ex democristiani.
Torna in gioco anche un big della Prima Repubblica, quel Gianni Prandini, uno dei migliori cervelli della DC, grande organizzatore, ottimo Ministro, uscito indenne (assolto perchè il fatto non sussiste) da una vicenda di appalti ANAS quando era ministro dei lavori pubblici. La federazione di centro cui lavorano anche Baccini e Tabacci costituirebbe un terzo polo di significativa consistenza. Ai margini rimane AN di cui Fini non ha saputo fare il socio fondatore del Partito delle libertà, per cui si accorda ora al Cavaliere dopo una sfuriata della quale nessuno ha percepito l'utilità politica. La Lega è un fenomeno localistico, che raccoglie differenti e spurie sollecitazioni ideologiche filtrate dalla circostanza di essere nati o risiedere nel lombardo veneto dell' Imperial
Regio Governo.
Con questo quadro, se ci sarà un reincarico a Prodi con una diversa formazione, soluzione che il Presidente Napolitano potrebbe essere indotto ad adottare per un formale rispetto dell'esito elettorale del 2006, Berlusconi ne avrebbe tutti i vantaggi che si sono detti, primo fra tutti quello di rientrare nei "tempi" dell'elezione del nuovo capo dello Stato nel 2013.
Vedremo cosa porteranno la riflessione del fine settimana e le consultazioni che riprendono domani.