INTERVISTA AL SEGRETARIO DEL PDC SEN. GIANNI PRANDINI
Il Segretario politico del PDC
ha rilasciato un'intervista nella quale invita la classe politica a volare alto e a far saltare tutte le nicchie e i privilegi. Qui di seguito l'intervista integrale.
D. Al CN DEL TUO PARTITO HAI PARLATO, RIFERENDOTI AI RISULTATI ELETTORALI, DI UNA "SVOLTA EPOCALE". CHE SIGNIFICA?
Prandini: Il risultato elettorale dell'aprile scorso con l'esclusione dal Parlamento della sinistra radicale e la riduzione a cinque gruppi parlamentari di fatto ha anticipato una riforma elettorale che sciaguratamente non si è voluto varare prima delle elezioni e che avrebbe garantito la presenza di partiti e movimenti politici di caratura ideale e storica che sono stati invece penalizzati. Il successo di Berlusconi e della sua sfida rappresenta un evento di portata storica qualora la maggioranza parlamentare riesca a volare alto e cioè finalmente a fare quelle riforme istituzionali che si rendono necessarie. Rivisitare la Costituzione Repubblicana, snellire le strutture burocratiche e ridurre la spesa pubblica, con l'obiettivo di supportare la remunerazione del lavoro e in modo particolare delle famiglie a più basso reddito, sono questioni non più rinviabili.
D. COME VALUTI L'EVOLVERSI DEI RAPPORTI TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE?
Prandini: La campagna elettorale è stata contraddistinta dal bon ton dell'abile Berlusconi e del trasformista Veltroni
i quali hanno contribuito a marginalizzare le altre forze politiche ad esclusione della Lega e di Di Pietro senza di fatto individuare una piattaforma di riforme e di rivisitazione dei regolamenti parlamentari che concretamente avviasse la nuova stagione politica. Le furibonde polemiche in atto dimostrano la prevalenza tattica della posizione dell'ex comunista americanizzante Veltroni (inqualificabile la retorica sulle primarie!) e il dato di fatto di un Berlusconi di cui tutto si può dire tranne che sia un trasformista: Ancora non si è capito se Berlusconi abbia una vera strategia politica di riforme in grande o se i suoi scarti populisti obbediscano semplicemente a tentazioni tattiche.
D. ANCHE IN QUESTA FASE DELLA VITA REPUBBLICANA IN PRIMO PIANO EMERGE LA QUESTIONE GIUSTIZIA E I DIFFICILI RAPPORTI TRA POLITICA E MAGISTRATURA. SI RIUSCIRA' A TROVARE UNA SOLUZIONE PER USCIRE DALLE POLEMICHE?
Prandini: Il mio personale approccio
alla riforma della giustizia in italia dopo questi 15 anni di leggi che non hanno modificato nulla o ben poco mi riporta con il pensiero ai provvedimenti che adottai quando era Ministro della Marina Mercantile per demolire i privilegi e la inefficienza dei camalli di Genova. Sono dell'avviso che la magistratura italiana non sia riformabile: occorre eliminare in modo drastico i privilegi, ammantati da una rivendicazione di autonomia e di una sostanziale irresponsabilità, azzerando il CSM e attribuendo le funzioni a personalità di alta professionalità, quali ad esempio i senatori a vita, e comunque non provenienti dalla magistratura.
A suo tempo i parlamentari eliminarono l'Inquirente
cioè l'organo giudicante i ministri, composto da deputati e senatori, e hanno rinunciato all'immunità: non si capisce perchè i privilegi debbano essere conservati per i magistrati, che, nonostante il referendum che per il 90% si è espresso per una radicale riforma, rimangono irresponsabili sia per la conseguenza dei loro errori sia per il modesto livello di produzione del loro scarso lavoro. Spiace prendere atto che la Lega abbia smarrito per strada la sua volontà di prevedere una riforma in parte elettiva della funzione giudicante e altri abbiano abbandonato l'idea di un mix tra sistema francese e statunitense.
D. LA SITUAZIONE ECONOMICA CONTINUA A CREARE PROBLEMI. QUALI LE POLITICHE CHE ANDREBBERO PERSEGUITE?
Prandini: Bossi per convenienza ha auspicato convergenze bipartisan per evitare tentazioni
referendarie abrogative, in quanto preoccupato di portare a casa una qualche forma qualcosa del federalismo fiscale. Ha, infatti, consigliato Berlusconi a volare basso. Esattamente l'opposto di quanto necessita il Paese. E' necessario e non più rinviabile far saltare tutte le nicchie e i privilegi, le diseconomie di caste più o meno alla ribalta della cronaca, compresi i reali costi di tutta la struttura pubblica ed istituzionale, per ridare ossigeno al mondo del lavoro e della produzione. Non è possibile illudersi che la globalizzazione ci risolva i problemi; ha ragione Tremonti che, in modo intelligente e sempre più critico, sollecita una riflessione non rituale.
D. TORNIAMO ALLE ALLEANZE POLITICHE. INSISTI SEMPRE PER LA COSTITUENTE DEI DEMOCRISTIANI? COME VI MUOVERETE?
Prandini: Il nostro recente CN ha ribadito la nostra disponibilità a promuovere aggregazioni tra tutti i segmenti di ispirazione
cristiana. Comunque non ci facciamo illusioni perchè conosciamo le grettezze e i vizi personalistici che stanno sul campo. Da parte nostra si vuole concorrere a costruire uno strumento di partecipazione popolare, rigorosamente democratico al suo interno senza pregiudiziali personalistiche o visioni manichee.